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"Nell’orchestrica immensa cromatica dei blu, la pittura di Lidia Muscolino esprime al contempo nostalgica mitica bellezza primordiale. Donne affiorano nell’ancestrale atmosfera surreale, dalle sue mani che plasmano sulla tela la sostanza materia del colore con cui l’artista sembra riconsegnarle a vita. Come un rito mitico, la forza femminile impreziosisce gli incarnati delle perle scenze dei raggi lunari e li mitiga di dolcezza e vibrazioni di moto sensuali nella sinuosità del movimento di quei corpi. In quelle visioni tutto sembra ingurgitato da un tempo indefinito intriso di mistero, potenza magica di masse plastiche a volte senza volto a volto con aliti di vento che agita i capelli carezzando le linee della nuca ed anche in altri "segni" si avverte il loro desiderio di essere donna. Emoziona, intenerisce e poi turba di inquieto mistero, la loro presenza si erge per poi spandersi nel clima selvaggio e tenebroso dell’enunciata metamorfosi dell’anima la cui danza sensuale le richiede tra i blu della vita.
Francesca Mezzatesta
Critico e storico dell’arte
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Tu essere allieva indomita ma mia preferita.
Maestro Pirkoski 1967 Roma
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Nella Pittura di Lidia Muscolino si appalesano due grandi filoni attraverso i quali l'artista intesse le sue composizioni che incalzano e coinvolgono l'osservatore in una sorta di piacevole stordimento che porta all'inevitabile, completo abbandono in esse: il "Simbolismo" e la "Pittura d'azione".
Il primo viene, intanto, esplicitamente dichiarato nella ricorrente dualità dei volti umani - "Aspettando Ulisse", l'inquietante "Orfeo ed Euridice", "La sorgente dell'oblio", "Solitudine", "Antigone", "Le muse del lago", "Frammenti", "L'ultimo tramonto" - per citare solo alcune opere.
Come nelle raffigurazioni di animali o esseri fantastici affrontati nei capitelli delle grandi cattedrali medievali, a rappresentare il contrasto fra luce e le tenebre e il mondo della dualità nella sua potenza, l'uomo (in questo caso la pittrice), in quanto terzo elemento, deve riuscire tutto a dominare.
Come gli uomini del Medio Evo e, in particolare, il Maestro d'Opera delle cattedrali, Lidia Muscolino sa che la sua esistenza è una contese fra la ragione, produttrice di tecniche, e il mistero, creatore di una scienza artistica. Diceva, infatti, il pittore orientale Hsieh Ho: "Lo spirito creatore deve identificarsi con il ritmo della vita cosmica. Il pennello deve esprimere la struttura intima delle cose". L'arte della Muscolino, così, non rappresenta, rivela per "segni" una realtà che è al di qua o al di là della coscienza.
Le immagini che emergono dal profondo dell'essere umano s'incontrano con quelle che provengono dall'esterno: il dipinto dell'artista è come uno schermo diafano attraverso il quale si attua una misteriosa osmosi, si stabilisce, cioè, una continuità tra il mondo oggettivo e quello soggettivo.
Misti a segni e a colori incomprensibili dal punto di vista logico, nelle prime opere di Lidia Muscolino si trovano frammenti di immagini e volti che galleggiano sulla superficie del dipinto come ricordi.
La risultante di tutte le idee e delle tensioni compresse nell'animo dell'artista, esplode in una potenza evocativa che insieme ai valori della composizione, gustata nel suo significato di attrazione, giustificano una definizione del personale stile della Muscolino come "Espressionismo astratto". Pittura che si può chiamare anche "di gesto", o "d'azione" soprattutto la sua produzione più recente, in quanto la figurazione pittorica è intimamente legata al gesto fisico compiuto dalla pittrice in uno stato di totale immedesimazione con l'opera che viene creando.
E così, come faceva Jackson Pollock, maestro della "Ation Painting", per dipingere la Muscolino ha sicuramente bisogno di sentirsi, letteralmente, al centro del quadro, viverci dentro e lasciare che esso cresca intorno a sé, come un organismo che riflette il suo stato d'animo più autentico.
Prima dell'azione non c'è nulla: non un soggetto ed un oggetto, non uno spazio in cui muoversi, un tempo in cui durare.
La tecnica della Muscolino lascia un certo margine al caso: senza caso non c'è esistenza. Il caso è libertà rispetto alle leggi della logica. Tutto sta nel trovare il proprio ritmo e nel non perderlo, qualsiasi cosa accada.
Perciò, nei dipinti di Lidia Muscolino, ogni colore sviluppa il proprio ritmo, porta alla massima intensità la singolarità del proprio timbro. Un quadro della pittrice, così, appare come un insieme di quadri dipinti sulla medesima tela, ed i cui temi s'intrecciano, interferiscono, divergono, tornano a congiungersi in una ridda di colori. Nei suoi grovigli arrovellati di segni riesce ad imprigionare tutto ciò che nella realtà è movimento: la vibrazione della luce, le onde del mare, anche i confusi, ansiosi itinerari di solitudine delle persone nel labirinto delle città.
Pittura d'azione, dunque, quella di Lidia Muscolino, che come osserva Carmelo Duro, "stravolge dall'intimo, la riporta sulla tela a tocchi larghi e piccoli o a spatola e con le dita della mani, a strati semplici e sovrapposti, secondo prodigiose doti native di intuizione, di istinto, di slancio emotivo".
Pittura dove corpi umani si compiacciono delle loro classiche nudità, esibite ma non ostentate, "catturate" dall'artista e tirate fuori solo per un'attimo, da intime e segrete notti, pronte a ritornarvi così come, nell'oscurità, sono già immersi volti o forse il mistero della nostra esistenza.
Archittetto Nino Principato
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...Sono infatti i corpi i protagonisti del suo "racconto" visivo: ora colti nella intensità di un gesto, ora nella grazia disarmante di un volto, quasi a sottolineare le tappe di questo percorso emotivo che sembra trascrivere le note di una musica sentimentale in cui a dominare è la malinconia o la struggente tensione di una memoria.
Giovanni Cappuzzo
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"...Atmosfere decisamente impressionanti e al tempo delicate e struggenti, quanto enigmaticamente intriganti, avvolte come sono nel mistero e pienamente immerse nel “silenzio” greve e assordante di spazi avari di orizzonti..."
Manlio Chieppa - 2001
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Parlare di Lidia per me è molto facile: Le cose nascono spontanee, immediate, come le figure dei suoi quadri su sfondo blu notte… c'è del misterioso, ma anche luce e clarità. Per me Lidia è artista, è amica, modella,è impulso e guardare avanti , nonostante tutto.
Don Nico Ambrogio – Torino 16/09/1999
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"Tanto azul, tanto azul... si no me importarìa morir engullida por el mar, prefiero engullir el azul oscurisimo de la plastica de Lidia (soy egoista, codiciosa, me llevo a España una ola de cada cuadro azul de Lidia)".
Dott. Matesa Bourio
(giornalista Via Digital - España)
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"...Istintivamente si avverte la forza prorompente e dirompente della vita, che affiora dopo una gelida e avida stagione. Quello che si rivela è un mondo al di fuori del paradiso terrestre, un mondo che non capisce il peccato e la colpa … La natura è un vuoto, è senza limiti e senza forza di gravità e si manifesta così nella sua dimensione dell’intimità, carpito nell’attimo di un riflesso di luce..."
Oronzo Maggio - 2001
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La pittura di Lidia Muscolino, artista alla continua ricerca di nuovi mari dove sedare l’impeto dei fiumi che si agitano nei meandri dell'anima, poggiata sopra solidi pilastri culturali,sembra spinta da un'inarrestabile vis evolutiva verso agognati orizzonti di luce, pur attraverso il pedaggio di percorsi frammentati e taglienti. Le sue opere materializzano le molteplici sfaccettature di lontane galassie, plasmate da gestualità oniriche languide ed energiche nel contempo. In un connubio intimo e misterioso si fondono la plasticità sensuale di un garbato neo-classicismo e le atmosfere inquiete di un surrealismo denso di fascino. L'eco imperiosa dei miti si stempera nelle vibrazioni roche del vissuto quotidiano. La cromia predilige i toni lunari, in perfetta sintonia con le tematiche predilette. Ben riuscito lo studio prospettico, specie per ciò che concerne la profondità, il che rende quasi tangibile l'immagine e spinge lo sguardo ad una estatica partecipazione,ad un colloquio di immediata fruizione ed in grado di rivelare, ad una più attenta osservazione, il messaggio introspettivo della Muscolino, artista perfettamente capace di stimolare,grazie all'assoluta padronanza della tecnica e ad una straordinaria personalità, la meditazione più profonda.
Giuseppe Risica - 24/09/1997
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Carissima Lidia,
ho sempre sott'occhio, sul tavolo del mio lavoro, le fotografie delle tue opere. T'invidio, non potrei essere un artista come te, ma vorrei, almeno da primitivo, essere capace di espandere con segni e colori verso gli altri, sogni, visioni e anche incubi, che prolificano nel profondo e per i quali sarebbe assai liberatorio creare vie di fuga piuttosto che lasciarli premere e scoppiare nei tessuti di qualche profondo organo dello spirito, collegati con quelli della carne, che si fa, quindi, dolorosa, evidenziando la sua finitudine.
Tu ci riesci, e liberi fantasmi in acque blu, volti che si fanno onde e che diventano ricordi, per te; e per me, che ho altre immagini, essi rispecchiano basiliche e tetri palazzi di una misteriosa e viscida razza veneziana.
Per questo le tue e le mie immagini mi sembrano più imprigionate da forze ostili piuttosto che viventi nella libertà e nella serenità delle acque che han visto nascere Venere. Permangono vincolate da intrighi del profondo, e rispecchiano l'inquietudine di chi sta loro di fronte. Anche quando, dolci, sembrano sopire. Ma, più che altro, soffrire.
Tu sei a metà strada, quindi, già e-sprimi, e ti Par poco?! Per quanto io mi figuri, devi avere il coraggio di percorrere l'ultimo pezzettino di strada guardando alla realtà della tua esistenza, e da li trarre libera ispirazione, perché essa è pervasa di tenerezza e di placata ricerca, data la dimensione affettiva di chi ti circonda.
Buon Natale e tanti auguri per un Anno Nuovo vissuto con gioia.
Michele Serra - Mestre 22/12/1997
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Detràs un marino Horizonte,
delante un mundo indago,
en el que la carne añil del ombre
pierole su vostro, sexo y manos
para ser sòlo azul ocèano:
el mar toma movimento
i sì, movimento!
Alberto Idañez -
Pintor de almas - Burgos - Spagna